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pxrouge FILM REVIEWS I TITLE I A TALE OF THREE SISTERS, Emin Alper (Turkey) I di GIOVANNI OTTONE I 2019

A TALE OF THREE SISTERS

Emin Alper (Turkey)

Il ritratto della condizione e della psicologia femminile un villaggio all’interno dell’Anatolia

 

 

di GIOVANNI OTTONE

A Tale of three sisters

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Kiz kardesler (A Tale of Three Sisters), terzo lungometraggio del quarantaquattrenne turco Emin Alper, è stato presentato nella Official Competition della 69. Berlinale, svoltasi dal 7 al 17 febbraio. Si tratta di un eccellente dramma esistenziale che propone il ritratto delle dure condizioni di vita e dei contrasti all’interno di una famiglia patriarcale che vive in un villaggio molto arretrato di pastori, con una popolazione residuale in gran parte di anziani, sperduto tra le montagne della regione nordorientale dell’Anatolia. Al centro della vicenda vi sono tre sorelle, figlie dell’anziano vedovo ?evket (Müfit Kayacan): Reyhan (Cemre Ebüzziya), Nurhan (Ece Yüksel) e Havva (Helin Kandemir), rispettivamente di 20, 16 e 13 anni. Sono accomunate dal fatto di essere state inviate in città, in tempi diversi, presso la stessa famiglia benestante dove, secondo un’antica tradizione, hanno assolto il ruolo di besleme,una figura molto particolare di domestica che si occupa anche dei bambini, ma che è considerata quasi come una figlia adottiva. Una dopo l’altra, le tre sorelle sono tornate a vivere  nella vecchia e spartana casa paterna a causa di dissidi e insofferenze maturati durante il loro lavoro in città, ma non si sentono a loro agio. Reyhan, tornata al villaggio dopo essere rimasta incinta, era stata frettolosamente maritata a Veysel (Kayhan Açikgöz), un pastore rozzo e ignorante, che non  si è mai affezionato al figlio della donna e che si lamenta costantemente, sentendosi deriso e umiliato dagli anziani del villaggio. È  un tipo ostinato e codardo e le sue azioni impulsive  lo renderanno al tempo stesso reo,  in un tragico evento, e vittima delle conseguenze successive. Nurhan è stata rinviata al padre dopo che, spazientita, ha percosso il bambino che accudiva perché ogni notte orinava nel letto. Le tre sorelle  trovano modo di  punzecchiarsi continuamente, addossandosi colpe e mostrando piccole gelosie, ma si sentono solidali nel desiderio di andare a vivere in città appena  trascorso il rigido inverno. Nel frattempo si coalizzano per fronteggiare il padre, un uomo arcigno e illetterato, ma, in fondo, non malvagio, che ama raccontare vecchie storie in cui si mescolano realtà e magia. Poi Nurhan si ammala a causa di una probabile infezione polmonare e ottiene le attenzioni dei congiunti  nel corso di un epilogo che resta aperto.

A Tale of Three Sisters  ripropone alcuni temi tipici del cinema di Emin Alper, in particolare quelli presenti in Tepenin ardi (Beyond the Hill (2012), il suo film di esordio. Vi è la scelta intenzionale di costruire un’intelligente allegoria con un forte significato e con riferimenti al contesto sociale e culturale. Inoltre emerge di nuovo un  fattore sostanziale del tradizionale “senso comune” dei turchi che riguarda la paura irrazionale nei confronti dell’altro, del diverso. A Tale of Three Sisters si sostanzia in una rappresentazione credibile della condizione e della psicologia femminili e offre una lucida  disanima di un microcosmo bloccato moralmente e fortemente condizionato da pregiudizi culturali conservatori. La collocazione temporale della storia è sfumata, ma individuarla come un fairy tale è del tutto improprio e pretestuoso: si svolge in un’epoca moderna, ma non proprio contemporanea.

 

Grâce à Dieu Francois Ozon

“A Tale of Three Sisters” by Emin Alper

Trailer

trailer

Infatti si nota l’assenza della televisione  e dei telefoni cellulari, ma, al contrario, è significativo il fatto che una delle sorelle manifesti l’intenzione di abortire con sicura consapevolezza. La sceneggiatura, dello stesso Emin Alper, palesa riferimenti a ?echov e a Shakespeare (il personaggio della donna folle) e propone le problematiche reali della vita condizionata dall’ambiente e dalla gerarchia sociale, con significativi rimandi anche a un patrimonio di antiche credenze e di leggende popolari, ma senza giudizi didascalici. La narrazione è ricca di sfaccettature e accumula lentamente motivi e dettagli, con qualche spunto comico e surreale. La tensione cresce progressivamente anche grazie ad un abile gioco di inquadrature e di montaggio. I personaggi vivono  con disagio perché oppressi dalle loro contraddizioni. Sentimenti e valori si confrontano e si complicano, tra differenze di opinioni, illazioni e dissidi, in parte criptici, senza possibili mediazioni o sintesi. La messa in scena è caratterizzata da lunghi dialoghi, con un notevole gioco interpretativo degli attori: conversazioni che si svolgono prevalentemente in interni, animando splendidi tableaux vivants. Si notano similarità,  nei toni, nell’uso dei dialoghi e nelle scelte di regia, con i due ultimi film realizzati da Nuri Bilge Ceylan, Winter Sleep (2014) e The Wild Pear Tree (2018). Visivamente è un’opera affascinante. Offre una composizione magistrale delle immagini, inquadrature fisse negli huis clos, con un abile gioco campo - controcampo, sapienti piani sequenza e saltuarie panoramiche widescreen del paesaggiorouge

 

 

 

 

A TALE OF THREE SISTERS, Emin Alper (Turkey)

 

A TALE OF THREE SISTERS Emin Alper
link

EMIN ALPER
"A Tale of Three Sisters"

 

film

Fiche technique
Titre original : Kiz Kardesler
Titre français : A Tale of Three Sisters
Réalisation : Emin Alper
Scénario : Emin Alper
Direction artistique : Osman Cankirili
Costumes : Alceste Tosca Wegner
Photographie : Emre Erkmen
Montage : Cicek Kahraman
Musique : Giorgos Papaioannou et Nikos Papaioannou
Pays d'origine : Turquie
Format : Couleurs - 35 mm - 1,85:1
Genre : drame
Durée : 108 minutes
Date de sortie :
Allemagne : Février 2019 (Berlinale 2019)

Distribution
Cemre Ebuzziya : Reyhan
Ece Yüksel : Nurhan
Helin Kandemir : Havva
Müfit Kayacan : Sevket
Kayhan Açikgöz : Veysel

 

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